QUALCOSA DI BELLO

Oggi è una giornata importante per l’Italia.
Non credo che ci sia mai stata, negli ultimi decenni, una partecipazione così profonda ed estesa a uno sciopero. Non mi riferisco soltanto ai numeri, ma al fatto che le ragioni e le emozioni che hanno portato le persone in piazza sono state intensamente condivise dalla stragrande maggioranza della popolazione, anche da coloro che non erano fisicamente presenti nelle strade.
Addirittura in alcuni casi é successo che chi subiva il disagio provocato dalle manifestazioni ha applaudito i manifestanti.
In piazza non c’era soltanto la solidarietà al popolo palestinese, ma anche la scelta consapevole di sottrarsi al reclutamento nelle logiche di guerra. È stata la dimostrazione che in molti non cadono più nella propaganda che, dal 2020, ha iniziato a chiedere cieca sottomissione alle varie emergenze.
La sfida, ora, sarà quella di non cedere alla fascinazione e alle provocazioni della violenza di piazza – altrimenti vincono sempre loro, il solito copione dato in pasto per i media. Occorre invece continuare parallelamente un lavoro profondo: la liberazione delle coscienze dalle trappole della propaganda e dalle tecniche di dominio anche invisibili del potere. Forse questo è il primo movimento che si manifesta in Italia, su scala nazionale, dopo Genova 2001, quando la violenza dell’ordine neoliberista si impose brutalmente contro ogni critica dal basso.
Facciamo tesoro di quell’esperienza e del lungo lavoro interiore che, in questi venticinque anni, ha permesso a molti di riconoscere con chiarezza il volto violento e coercitivo delle oligarchie le quali si sono spinte fino al punto di compiere un genocidio in diretta, senza più alcun pudore.
Da oggi può nascere qualcosa di nuovo. Qualcosa di bello.
#scioperogenerale #blocchiamotutto #GazaGenocide