0
0,00  0 prodotti

Nessun prodotto nel carrello.

DISERTARE: videoclip

21.05.2026

DISERTARE

Ecco il videoclip di "Disertare"
Ho scritto "Disertare", insieme alla supervisione artistica e tecnica di Francesco Kai Cielo, perché sentivo la necessità di dare voce a un disagio profondo che attraversa il nostro tempo. Non volevo semplicemente scrivere una canzone sulla guerra. Volevo provare a raccontare qualcosa di più ampio: la sensazione crescente di vivere dentro una realtà in cui la paura viene usata come linguaggio politico, in cui il conflitto si normalizza, in cui la militarizzazione del pensiero e delle relazioni entra lentamente nelle nostre vite fino a diventare quasi invisibile.

Per me Disertare nasce proprio da questa urgenza: reagire alla trappola dell’irreggimentazione, sottrarsi a una logica che ci abitua a cercare un nemico, a diffidare dell’altro, a pensare il mondo dentro categorie di scontro, controllo e sopraffazione.
Negli ultimi anni ho visto crescere una narrazione fatta di emergenze continue, di paure collettive, di linguaggi sempre più rigidi e polarizzati. Dall’emergenzialismo del 2020 fino alla progressiva normalizzazione della guerra come unica soluzione ai conflitti, mi è sembrato che qualcosa si stesse incrinando profondamente nel nostro modo di percepire l’umano.


Dentro questa riflessione c’è anche il dolore delle grandi tragedie contemporanee. Penso a tutte quelle realtà in cui la guerra non distrugge solo vite, ma cancella città, memorie, comunità e identità. In questo senso Disertare guarda anche a ciò che accade in Palestina, dove il genocidio e l’Urbicidio diventano ferite aperte della nostra coscienza collettiva: la devastazione dei luoghi civili, la distruzione di quartieri, ospedali, scuole, case e la sofferenza quotidiana di una popolazione costretta a vivere tra perdita, assedio e annientamento.
Nel brano ho scelto di inserire frammenti di dichiarazioni pubbliche e politiche, voci che appartengono alla cronaca e che hanno segnato il nostro presente. Non mi interessava usarle come semplice citazione, ma come elementi di un paesaggio sonoro e simbolico dentro cui ci muoviamo ogni giorno. Parole che spesso ci attraversano senza che ci fermiamo davvero a interrogarle.
A queste voci ho voluto contrapporre una sorta di antifona, quasi una preghiera civile:


Disertare questo tempo
non seguire le paure
navigare controvento
dare al mondo nuovo senso


Per me queste parole rappresentano un atto di resistenza interiore ed esteriore. Disertare, in questo caso, non significa fuggire. Significa scegliere di non aderire automaticamente a tutto ciò che ci viene imposto come inevitabile. Significa conservare uno spazio di coscienza, di dubbio, di umanità.
Ringrazio per la partecipazione il Coro Voci Bianche San Michele di Calvisano, diretto da Annalisa Raineri. Sentire quei bambini cantare quelle parole ha dato alla canzone una profondità che va oltre la musica. Le loro voci rappresentano per me innocenza, futuro, fragilità, ma anche responsabilità.

Quando un coro di bambini canta “Disertare questo tempo”, la domanda diventa inevitabile: quale tempo stiamo consegnando a chi verrà dopo di noi?
Anche il videoclip nasce da questa esigenza di interrogare lo sguardo.


Ringrazio Gian Luca Bianco per le sue riflessioni sul videoclip da cui estrapolo queste considerazioni che faccio mie: ho voluto mescolare immagini reali di guerra e immagini generate con l’Intelligenza Artificiale. Questa scelta non aveva un intento estetico o provocatorio fine a sé stesso. Mi interessava creare ambiguità, spingere chi guarda a perdere certezze, a chiedersi continuamente cosa sia reale e cosa no.

Oggi siamo immersi in un flusso infinito di immagini. Vediamo guerre, giovani ucraini costretti ad andare al fronte, macerie, corpi chiusi in sudari di bambini palestinesi, soldati israeliani indemoniati che godono della distruzione, ma spesso tutto questo rischia di diventare contenuto da consumare rapidamente. L’eccesso visivo può generare informazione, ma anche confusione, distanza emotiva e assuefazione.
Il videoclip prova a reagire a questa anestesia dello sguardo.


Per me il significato di Disertare si è ampliato strada facendo.
Disertare significa rifiutare la guerra, ma significa anche disertare il silenzio, la manipolazione, l’indifferenza, la passività collettiva. Significa sottrarsi a ogni logica che considera normale la distruzione dell’umano e delle città.
Non ho scritto questa canzone per offrire risposte definitive. L’ho scritta per porre domande. Per fermarmi e fermare chi ascolta.

Siamo ancora capaci di distinguere la realtà dalla sua rappresentazione?
Siamo ancora disposti a opporci alla normalizzazione della violenza?
Possiamo ancora scegliere di navigare controvento?
Se Disertare ha una speranza, è forse proprio questa: ricordarci che restare umani, oggi, può essere una forma di resistenza. E forse, in fondo, anche una forma necessaria di diserzione.


Michele Lobaccaro

Ultime news

27.04.2024
Ensemble Viator
linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram