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Testi

Le cose passate

Un giorno noi saremo le cose passate
E non ricorderemo il nostro sogno
Le voci grida e i giochi dei bambini
Dentro ai cortili del mio paradiso

La luna ferma e immobile nel cielo
Si bagna al fiume lungo dell’estate
sentiero preferito dalle fate
Che dell’amore tesseranno il velo

Dimmi dove sei
dimmi cosa vuoi
una vita che non ti basta mai

Scendo di casa e sento l’aria del mattino
La luce dice al mondo la sua età
La notte e il giorno segnano il Destino
Per la gente della mia città

Ma che dolcezza trovi nella poesia
Se t’allontana dalla vita il cuore
Un cuore passa tra le luminarie
E il pianeta si unisce al mare

Dimmi dove sei
dimmi cosa vuoi
una vita che non ti basta mai

Auguri Scomodi

La città già dorme nella sua indifferenza

Sola sta la sera nei colori della festa

Tanti auguri in questo vecchio mondo che già muore

La rosa è nel cuore per noi

Portami la nausea di una vita senza senso

Via da qui dai giorni senza spinte verticali

Aprirai la notte dalle mille porte chiuse

Le ali confuse per noi

Se vuoi vedere una gran luce devi partire dalla terra

Se vuoi sentire la tua pace devi guardare alla tua guerra


12.25 salgo in bus
è il 25/12 santo Jesus
pressati e freddi quanto i Findus
parlano di regali, di guanti e di trousses
qualche virus mi rende pazzo ed arrabbiato più di Mingus, qui
vorrei spaccare tutto come Bruce Lee,
vomitare muesli
sulle bizzoche in cerca di news giù le mie nocche in cerca di pus
non voglio di più,
ti voglio blu come le tue pillole da sesso ed ictus
adesso mi scuso, esco e vi scruto, gesto e vi sputo un segno di cruz
e fuggo da grotte, casbah e kibbutz...


Si lo so la voce che ti fa sentire verme

Caro amico è un angelo che vuole infastidire

Buon Natale a chi ha il coraggio di fare silenzio

M’inebria l’incenso per noi

Se vuoi vedere una gran luce devi partire dalla terra

Se vuoi sentire la tua pace devi guardare alla tua guerra

e mi ritrovo circondato da gente e mi sento
solo, tra l'oro e l'argento in centro
ma sto gelo non ha spento il mio incendio
e brucio più di ogni vostro stipendio all'Iper
siete lì per seguire un iter: cene d'elite, cin cin e colite.
Facebook e Twitter e foto e video, le cose che condividi
tu parli con i morti non parli più con i vivi
non ceni coi tuoi, prendi cibo per animali
non chiami più i tuoi, mandi solo messaggi gratis
io odio i messaggi gratis a Natale
se me ne mandi uno ti giuro che ti butto giù dalle scale
e resto freddo come il vento di maestrale

Testo di Michele Lobaccaro e Michele Salvemini

Musica di Michele Lobaccaro e Michele Salvemini

Succederà

Cosa succederà se sotto un cielo di parole
Ritorneranno i nobili al comando della plebe
Zeloti di quest’unica divisa senza amore
Difendono le ortodossie di dogmi suicidari

Per la farfalla il bozzolo
Diventa inospitale
Non puoi tornare indietro
È una rivoluzione
i gesti misurati
l’inverno dentro il cuore
mentre la primavera
già regala il suo colore

Com’è difficile
Seguire i sogni del
Canto finale del neoliberismo
Raccolgo piume per
Lasciare i labirinti
E contemplare soli
Nell’alba e nei tramonti
di altri mondi

Saper restare fermi
Al centro dell’Impermanenza
Dipingendo le icone di sé stessi con pazienza
Il mondo si trasforma
Cambiano le frequenze
E questa solitudine
Ribalta le esigenze

Nel delirio capitalista
Io cerco strade che
Non conoscono lamenti
raccolgo piume per
Lasciare i labirinti
E contemplare soli
Nell’alba e nei tramonti
di altri mondi

Succederà che riempiremo i giorni
con ciò che non sappiamo
lunghissimi silenzi e splendidi
profumi di una terra
che un giorno esploreremo
e finirà la guerra dentro noi

Velo di sposa

Del suo consueto dire
Io non mi scorderò
Restano le parole
E vuoti da narrare
Orienti immaginari
Perduti nei capelli
Di principi crudeli
Dagli occhi troppo belli

Fotografie tagliate
In forma di stupore
Son cibo prelibato
Per angeli viaggianti
Vittime destinate
Da chi non sa capire
Che ha ricevuto rose
E le lascia morire

Ora di te mi parlerà
La Via Lattea
Velo di sposa
La notte imbiancherà

Portami da Milano
Fino a Gerusalemme
Per la luna di miele
Di api colorate

Che posano sui fiori
Cresciuti nella guerra
Un polline impazzito
Che illumina la terra

Ora di te mi parlerà
La Via Lattea
Velo di sposa
La notte imbiancherà

L'esigenza

L’Esigenza di unirmi ogni volta con te

Ed ogni volta mostrare la mia vanità

Come dolce follia

S’interessa di me

Ma se è amore perdonami

Perchè unendo divido anche il mondo a metà

Forse è un angelo che si diverte così

Miele nel vino tu sei

Piccola Venere

L’indifferenza ti fa

Altissima

E chiamai disordine

E chiamai disordine

Quelle armonie in me

Credevo all’abitudine

Le parole amore mio

Serviranno a fingere

Che voglia non ho più di te

I discorsi che faccio quando sto con me

Sono esempi perfetti di banalità

Se non parlo con te

Se non parlo di te

Ogni istante decidere

Ma il mio corpo imperfetto

non basta più a sé

Ma una sete che so

Non mi lascerà più

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